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COMICON 2003 di
Matteo Losso
Sabato
9 Marzo 2003.
La
mia sveglia suona alle 7:00, destandomi da un sonno profondo e
sereno. Come tutte le mattine mi alzo, ma come non capita molto di
frequente quando sono costretto a svegliarmi così presto, sono
stranamente di buon umore. La levataccia mattiniera, infatti, non mi
vedrà impelagato nella routine di tutti i giorni, ma mi introdurrà nel
cuore pulsante del fantastico mondo della letteratura disegnata...
Ore
8:30.
Sono già sulla mia mitica Renault 5 datata 1989, in strada insieme al
fidato compagno d’avventura e navigatore Giovanni Luca Atena
alla volta di Napoli, dove parteciperò alla quinta edizione del COMICON.
Le premesse perchè la manifestazione sia indimenticabile ci sono tutte.
Chi ha partecipato alle vecchie edizioni, infatti, si è sempre detto
molto soddisfatto dell’organizzazione ed ha lodato a più riprese la
splendida location dell’evento, il Castel Sant’Elmo, un forte
medioevale arroccatto sulla città. Ed il programma di quest’anno si
prospetta addirittura esaltante, con la presenza di mostre ed ospiti
speciali a dir poco imperdibili. Il viaggio scorre tranquillo, tra una
battuta l’altra, varie sigarette e lo zapping frenetico per radio,
alla spasmodica ricerca di qualche canzone decente. L’impresa risulta
vana, ma fortunatamente non incontriamo traffico ed il mio fido
destriero, anche se come al solito è disponibile ad emettere strani
rumori ed a bere litri e litri di benzina, ci conduce a destinazione
sani e salvi.
Ore 10:30. Arrivati a Napoli ci lasciamo guidare dalle precise indicazioni diramate dagli organizzatori via Internet, che ci permettono di superare indenni una delle prove più temute: il tentacolare traffico della metropoli partenopea. In pochi minuti arriviamo al luogo della manifestazione e le mie grandi aspettative si trasformano immediatamente in una radiosa realtà. Castel
San’Elmo è un luogo a dir poco “magico”. La struttura è immensa,
possente ed
architettonicamente mirabile. Affacciandosi dalla splendida panoramica
antistante, oltretutto, è possibile avere un colpo d’occhio
fantastico sull’intera città. Inspiegabilmente, riusciamo anche a
trovare parcheggio abbastanza presto e, dopo aver caricato tutto il
necessario per un buon reportage (macchina fotografica, telecamera,
registratore, fogli per gli sketches...), mi incammino verso
l’ingresso della manifestazione. Diversamente da quanto accade durante
le altre kermesse, però, evito la biglietteria ufficiale e mi dirigo
verso la saletta adibita agli accrediti stampa. La lungimirante
organizzazione dell’evento, infatti, ha pensato bene di dare a tutti
gli operatori del settore la possibilità di accreditarsi, senza fare
ingiusti distinguo tra informazione di serie A e di serie B, come troppo
spesso viene invece considerata la stampa specializzata (specialmente
quella che lavora su Internet... sembra assurdo, ma è proprio così...).
Al momento della consegna del pass, una gentile operatrice mi fornisce
anche una voluminosa “cartella stampa” sotto forma di uno zainetto
molto carino e pieno zeppo di materiali informativi sulla mostra e sui
vari espositori. Stupito da tanta professionalità e ormai carico come
un asino da soma, inizio a salire le possenti scale in pietra lavica del
castello.
Ore
11:00.
Non ho intenzione di negarlo, l’emozione è tanta, l’ansia di
gettarsi a capofitto nel mondo delle nuvole parlanti lo è ancora di più
e gli immensi scalini sembrano non finire mai. Arrivato alla fine
dell’antica scalinata, dunque, non posso che fermarmi a prendere fiato
(!) e ad ammirare a bocca aperta come gli organizzatori siano riusciti
ad utilizzare uno spazio così nobile ed impegnativo. Si capisce
immediatamente che non è il castello ad essere piegato alle esigenze di
una manifestazione culturale, ma anche commerciale. E’ l’evento che
si adatta alle spigolature differenti dell’ambiente circostante. Ogni
sala ed ogni corridoio offrono un impatto visivo che, pur partendo dalla
stessa linea guida, inserisce stand ed esposizioni conformadoli alle
varie necessità del luogo, con scelte sempre differenti e sempre
azzeccate sia a livello cromatico che logistico. E me ne convinco sempre
più man mano che percorro e ripercorro le varie sale.
Procedendo,
ci si imbatte negli spazi riservati alle entità commerciali. Prima i
tavoli dei collezionisti, poi gli stand dei negozi specializzati e dei
distributori ed infine quelli delle case editrici. La parte del COMICON
dedicata al commercio non è vasta e ricca di offerte ed anteprime come
quelle di altre manifestazioni che si svolgono altrove per l’Italia,
ma è comunque soddisfacente e da un’idea molto precisa di quello che
offre il mercato e di quelle che sono le tendenze dominanti. Variegata
ed interessante la presenza della case editrici, con Paninicomics,
Eura Editoriale (con gli autori di "John Doe"
pronti ad autografare e regalare il n°0.2 della serie), Magic
Press, Alta Fedeltà e tante altre pronte a rispondere
all’appello. Probabilmente chi cerca il numero introvabile per
completare la sua collezione non lo troverà o dovrà sborsare cifre da
capigiro, ma tutti quelli che vogliono acquistare qualche comics o
lasciarsi tentare da nuove esperienze (fumettisticamente parlando, si
intende!) hanno tutti gli elementi a disposizione per non restare
insoddisfatti. Di sicuro andranno via contenti tutti quelli che
interverranno perchè attirati dagli incontri e dagli eventi culturali
legati alla letteratura disegnata. D’altronde non si può che rimanere
soddisfati ammirando le tante mostre, partecipando a qualcuno degli
interessanti dibattiti in programma o incontrando i tanti
nomi di primi piano ospitati dalla kermesse. Oltre
alla mostra dedicata ai paperi di Don Rosa, i vari corridoi ed alcuni
splendidi saloni, appositamente allestiti, ospitano materiali originali
di grande interesse. Un immenso ed illuminatissimo salone ci permette di
avere una vasta panoramica delle produzioni “Drawn & quarterly”,
il principale editore di fumetti canadese. Subito a fianco a questa
interessante mostra abbiamo la possibilità di ammirare il lavoro di Giuseppe
Camuncoli su “Hellblazer”, in una esposizione che ci
presenta, a fianco delle tavole originali del bravissimo Cammo, anche un
paio di pagine della sceneggiatura secca ed incisiva scritta da Brian
Azzarello. Di fronte allo stand Panini Comics, poi, troviamo alcuni
splendidi originali di Joe Quesada e le tavole disegnate da Scott
Morse per una storia di Elektra, mentre una lunga serie di
pagine originali, tutte caratterizzate da un rapporto tra bianchi &
neri sempre secco e deciso, ci introduce al mondo di “Magico Vento”.
Un’attenzione particolare è strappata dalla mostra dedicata a Batman,
non solo per la ricchezza e la varietà dei contenuti (magari fossi
cleptomane!), ma anche per il gusto dell’allestimento: la mostra,
infatti, è inserita in una sorta di ricostruzione fantasiosa, ben fatta
e ricca di particolari interessanti dell’Arkahm Asylum, il
manicomio criminale di Gotham City portato alla ribalta dal grande Grant
Morrison nell’omonima graphic novel. Lungo le pareti del castello
anche quest’anno è possibile ammirare le tavole splendidamente
disegnate e colorate dall’amico Enzo Troiano, rendendosi conto
della sua costante evoluzione stilistica e rimanendo con l’amaro in
bocca nel poter vedere i suoi lavori solo esposti in questa mostra e non
pubblicati da qualche editore. Ma la speranza che anche le case editrici
italiane e/o straniere si accorgano della bravura di questo talentuoso
artist è dura a morire... In
altre sale e corrodoi vari, poi, ci aspettano anche un’esposizione
dedicata al bondage americano (tassativamente solo per adulti!),
la bella mostra itinerante del gruppo “Futuro Anteriore”
ed una lunga carrellata di disegni e fumetti veri e propri
realizzati dagli alunni delle scuole di Napoli: notando la quantità, ma
specialmente la qualità di alcune proposte, è proprio il caso di
affermare che, se il buon giorno si vede davvero dal mattino, la già
apprezzata “scuola napoletana del fumetto” crescerà molto nei
prossimi anni.
Ore
16:00.
Il programma ufficiale della manifestazione mi ricorda che Joe Quesada
è impegnato in una sessione di autografi allo stand Panini Comics.
Purtroppo sono in ritardo: la session è iniziata da quasi un’ora e
quando arrivo allo stand Panini (il più grande della fiera) la gente in
fila è ancora parecchia. Joe è abbastanza stanco, quindi non realizza
più sketches, ma firma solo gli albi. Marco Marcello Lupoi è
dietro allo stand, assediato dai forumisti ed è anche (quindi?)
abbastanza scazzato, a quanto sembra. Mi defilo velocemente (tanto Joe
sarà a Roma fra un paio di giorni... e ci sarò anche io, posso
assicurarvelo!) ed inizio a chiaccherare con alcuni dei tanti amici
incontrati o conosciuti in fiera... il mio idolo Stefano Perullo
(auguroni di cuore per la lieta novella!!!), Marco “Guercio”,
Spleen, Diable Blanc (moooolto più simpatico dal vivo che
non tramite post!), Maverick o Marco “ComicUs”
Rizzo, che ha anche il merito di presentarmi il simpatico Emiliano
Santalucia e la sua splendida fidanzata Enza Fontana: la
coppia palermitana che cura i disegni di “Masters of the Universe”
viene prontamente sequestrata e costretta (scherzo: sono stati
gentilissimi e disponibilissimi!) a realizzare due sketches.
Ore
18:00.
La Sala Cinema ospita la cerimonia di consegna dei premi intitolati
ad “Attilio Micheluzzi”. La mia presenza non è propriamente
disinteressata, dato che in questa occasione mi è stato richiesto di
entrare a far parte del Comitato Scientifico per l’assegnazione
di questo prestigioso riconoscimento e le mie preferenze conteranno
qualcosa al di là della mia sfera personale. La premiazione, preceduta
dai simpatici pezzi di alcuni comici napoletani, è sobria e vivace,
senza i tempi morti che di solito condizionano questo tipo di eventi. Claudio
Curcio (il giovanissimo organizzatore storico del Comicon), Luca
Boschi e Alberto Beccattini chiamano di volta in volta sul
palco gli ospiti stranieri della kermesse e, dopo aver loro consegnato
una bella targa di partecipazione, elencano le nomination per la varie
categorie facendo consegnare il premio al vincitore dai vari ospiti. La
miglior serie straniera risulta essere “Black Jack” di Osamu
Tezuka (io avevo votato per “New X-Men” di Morrison...), la
miglior serie italiana “Rat-Man” (questo l’ho azzeccato!),
il miglior scrittore il grande Gianfranco Manfredi (due tacche
per me), il miglior disegnatore l’eclettico Corrado Mastantuono
(io avevo votato per il Cammo), il miglior volume “La lega degli
Straordinari Gentleman” (tre centri per il sottoscritto!) ed il
miglior editore la Cononino Press (la mia preferenza era andata
alla mitica Paninicomics).
Ore
20:20.
Il posto che ho trovato è abbastanza buono, la sala sembra offrire
grandi garanzie a livello visivo e sonoro e vedere il film di
“Devil” in un cinema pieno zeppo di Marvel zombies di tutte le età
e di provenienza geografica diversa, dalla Sicilia alla Lombardia, è
quantomeno stimolante. Le luci in sala si abbassano e lo spettacolo ha
inizio... Al cameo di Stan Lee scatta un fragoroso applauso, così
come sono le approvazioni e le risate collettive a salutare i richiami
ai grandi del fumetto Marvel (un cattivo si chiama Quesada, Jack
“Battling” Murdock combatte contro un certo John Romita, un
altro personaggio si chiama Kirby...).
Ore
22:00.
Alla fine del film personalmente non sono per nulla soddisfatto della
risultato raggiunto dalla pellicola. Questo “Daredevil” è il
tipico prodotto hollywodiano: ben confezionato, bei colori, girato in
maniera adrenalinica ed iper-dinamica, con qualche gustoso effetto
speciale. Il protagonista, però, mi sembra tradito nelle sue
caratteristiche fondamentali (figuratevi che nella sua prima azione in
costume lascia che la metropolitana uccida orribilmente un violentatore,
che non era riuscito a far condannare in tribunale e che avrebbe potuto
salvare senza alcuno sforzo), nè i comprimari brillano particolarmente
per capacità recitative o aderenza ai comics (caspita... il Kingpin è
di colore!!!). L’unica a salvarsi probabilmente è Elektra: non
è misteriosa ed affascinante come nei lavori del grande Frank Miller
(“Colpisci, Olivia!”), a cui l’intero film è chiaramente
ispirato, ma quantomeno è esteticamente azzeccata, bellissima (!) ed
atleticamente perfetta. Alla fin fine, però, è stato comunque un
piacere partecipare a questa anteprima, se non altro per il clima di
“condivisione” che si respirava in sala ed anche perchè finora non
avevo mai partecipato ad una proiezione in anteprima nazionale.
NON PERDERE LE FOTOGRAFIE DEL COMICON! Le fotografie di COMICON 2003: le mostre Le fotografie di COMICON 2003: gli ospiti italiani Le fotografie di COMICON 2003: gli ospiti internazionali
(13/3/2003)
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