![]() |
![]() |
|
|
|||
Lorenzo Bartoli a cura di Matteo Losso
Chi fa parte dello staff di John Doe? Le copertine sono di Massimo Carnevale, i testi del quipresente Lorenzo Bartoli e Roberto Recchioni. Ai disegni ci saranno Emiliano Mammucari, Carmine Di Giandomenico, Cristiano Cucina, Walter Venturi, Luca Bertelè, Marco Farinelli, Alfio Buscaglia e Riccardo Burchielli. Sono già tutti al lavoro su una sceneggiatura? Sì, i primi sei numeri sono già inoltrati e gli altri sono quasi in via di realizzazione.
Uscirà per l’Eura Editoriale, con lo stesso formato di “Dago”, quindi 96 pagine in bianco e nero. Genere grottesco e avventuroso. Il concetto base è un po' quello dell’uomo in fuga... ma John Doe è il braccio destro della morte... Il n°0 è commentato da un detective che lo segue, ma trova ben poche tracce. Mi incuriosisce il nome del personaggio, che in qualche modo lo lega alla morte... E’ vero. John Doe è il nome generico del cadavere non identificato americano. La storia parte con molti misteri alla base? Del protagonista sapremo poco all’inizio? No, di John Doe si saprà molto sin dall’inizio, perché è una serie che alternativamente presenterà in un numero il presente e nel successivo indagherà sul personaggio, creando anche una specie di continuity. Non proprio ferrea, ma nell’arco di dodici numeri, quindi in un’annata, si avranno sia notizie sul personaggio sia sul suo modo di muoversi nel mondo. Quindi ci troveremo con una piccola continuità, ma se non li compri tutti comunque non ti perdi niente, anche perché vorremmo inserire dei piccoli riassunti in apertura. Sarei curioso di sapere qualcosa in più sulla genesi della serie, sia dal punto di vista creativo che editoriale.
Tu e Roberto come lavorate? Come dividete i compiti di scrittura? Il numero 1 è realizzato completamente insieme, perché è l’idea originale. Anche gli altri numeri a livello di soggetto nascono insieme, ciascuno propone spunti, inserisce idee e gag. Poi vengono sceneggiati alternativamente. Il secondo numero l’ho sceneggiato io, il terzo lui e così via, anche se col tempo per esigenze editoriali potrebbero essercene due di fila scritti dallo stesso. Ma non cambia nulla. Io rileggo le sue sceneggiature e lui le mie, man mano che le scriviamo, inserendo appunti e note. Quindi è un lavoro completamente a quattro mani, che verrà firmato indicandoci entrambi come autori del soggetto e poi specificando lo sceneggiatore. Tranne il numero uno, lo ripeto, che è completamente a quattro mani. Sono andato bene? Benissimo e... in bocca al lupo (crepi!) a te ed a tutto lo staff di “John Doe”, in tutte le edicole da Giugno 2003!
(11/11/2002)
|
||||||
![]() |
![]() |